Zombie Boy

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Vogue Italy - 'Il Paradiso è uno stato mentale'

23 Mar
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26 anni, nato a Montreal, "scoperto" due anni fa da Lady Gaga e subito dopo da Mugler. Fotografatissimo, invitatissimo, Rick Genest, definito dalla stampa Zombie Boy, se ancora non ve ne foste accorti ha il corpo quasi completamente tatuato. Non solo: la testa è un cranio aperto da cui si possono osservare le circonvoluzioni del cervello, lo sguardo affonda nel nero delle orbite, il sorriso è ricamato dalle radici dentarie. Insomma, un freak totale. E siccome forse non ce n'eravamo accorti noi, ce lo ha fatto sapere a modo suo, a gesti e parole, scorrazzando per le strade di Milano con attitude da bad guy, cercando - purtroppo invano - di spaventare qualche ciclista al parco Sempione.

"Non voglio parlare dei miei tatuaggi". Questo l'esordio, spiazzante. Ma poi si lascia andare a qualche ricordo di gioventù, alle sperimentazioni punk, alle parrucche colorate, al primo tatuaggio a 16 anni. Fino allo show di oggi (che si chiama Lucifer's Blasphemous Mad Macabre Torture Carnival) dove si esibisce come fachiro e fa le linguacce al suo boa constrictor, che è una lei, e si chiama, per l'appunto, Lucy-fer.

Ma non è facile parlare con ironia di un individuo che - pur se disposto a darsi in pasto al pubblico in ogni modo possibile - ha ricoperto la quasi totalità del proprio corpo con disegni che l'uomo comune definirebbe "terrificanti" se non "disgustosi".

A guardarli meglio i tatuaggi possiedono un'assurda bellezza, nel loro tentativo di rappresentare una tavola anatomica, un corpo scarnificato come nelle raffigurazioni di San Bartolomeo (scorticato e crocifisso, con la pelle appoggiata sulla spalla a mo' di toga). Ci sono le costole su cui si arrampicano come nella migliore tradizione Zombie decine di insetti, vermi, larve, millepiedi. Piccole opere d'arte realizzate quasi tutte dal suo tatuatore di fiducia, Frank Lewis.

Sarà anche un fenomeno da baraccone - è più o meno così che si definisce, citando i freak show degli anni '30, dove i deformi viaggiavano per il mondo e si facevano fotografare da un morboso pubblico pagante - ma l'inchiostro è lì, sotto la pelle, non va più via.


Interview: Alessia Glaviano, Beniamino Marini

text by: Beniamino Marini

Director: Alex Tacchi

Agency: Full/Frame/Figure

DoP: Giuseppe Ceravolo

Camera Operator: Jacopo Gennari

Styling: Riccardo L.

Make-Up: Anna Maria Negri

Visual Design: Massimiliano Ceriani

Editor & Colourist: Alex Tacchi

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Source: http://www.vogue.it/vogue-starscelebsmodels/focus-on/2012/03/rick-genest-zombie-boy-intervista

7 comments

  • Comment Link 05 May 2012 Alexandra Cayer-Allard

    Ahaha ! This video is so funny. But wow ! Vogue ! You are lucky, Zombie boy.

  • Comment Link 03 May 2012 TattooedVanny

    This is AMAZING!!!

  • Comment Link 16 April 2012 samia

    ok rico you're beautiful!!

  • Comment Link 31 March 2012 Urban Woodswalker

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  • Comment Link 28 March 2012 boa

    heeey i saw you at metro place st henri today but i was too shy to say hi lol

  • Comment Link Sandra Flis 27 March 2012 Sandra Flis

    Haha 're crazy i love you :**

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